La pianta della parola, la fiaba di Capuana diventa teatro musicale
Alla Sala Verga di Catania, sabato 22 febbraio alle ore 11:30, il Teatro Stabile porta in scena La pianta della parola, spettacolo per famiglie tratto dall’opera di Luigi Capuana. La drammaturgia e la regia sono affidate a Giuseppe Bisicchia e Massimo Giustolisi, in collaborazione con l’Associazione Buio in Sala.
Una fiaba tra tradizione e modernità
Il racconto, originariamente scritto da Capuana, viene riadattato in una forma teatrale che fonde fiaba, musica e interazione con il pubblico. Al centro della storia c’è la giovane principessa Doralice, che perde la parola a causa di un forte spavento. La regina, sua madre, cerca una soluzione per farla guarire, ma il vero punto di svolta arriva con l’apparizione di una pianta misteriosa. La corte teme questa presenza insolita e si rivolge a un mago per distruggerla, ma Doralice ha trovato in essa un mezzo di comunicazione unico.
Un cast corale e un allestimento scenico ricco
Sul palco si alternano Daniele Bruno, Federica Fischetti, Massimo Giustolisi, Marina Puglisi, Irene Tetto e Daniele Virzì. Le musiche originali sono state composte da Ettore D’Agostino, mentre i costumi sono curati da Giuseppe Bisicchia con la supervisione di Riccardo Cappello. La scenografia virtuale è firmata da Andrea Ardizzone, con il supporto alle luci di Gaetano La Mela e la realizzazione di elementi di scena a cura di Tiziana Rapisarda.
Un viaggio tra magia e relazione genitoriale
Lo spettacolo affronta temi centrali come il valore della comunicazione, il rapporto tra genitori e figli e il confronto con la diversità. Attraverso gag, improvvisazione e una colonna sonora originale, la fiaba mantiene intatta la sua natura classica, arricchendosi di dinamiche moderne che coinvolgono il pubblico di ogni età.